CARNEVALE


“Se la civiltà contadina del Sud, svilita e snaturata da bibliche emigrazioni verso le periferie delle grandi città, va perdendo, anche nei suoi pittoreschi carnevali, il fascino dei riti primitivi e semplici, il mio paese possiede tuttora la formula magica di questa festa dionisiaca, rinascimentale, spagnolesca”
(da “Il Ciliegio di Montemarano”di Aldo De Francesco-edizioni Consulex ).


Locandina Carnevale 2012


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IL CARNEVALE E LA TARANTELLA MONTEMARANESE

Come nasce questa nostra identità?
Motivo originario della tarantella montemaranese è danza mista a preghiera, come afferma Gabriella Della Sala, attenta studiosa del nostro carnevale: “La ritualità di tale danza è direttamente legata a quella del corteo di carnevale del quale è parte integrante.
Nei festeggiamenti confluiscono aspetti di diversi riti pagani. Innegabile è il carattere propiziatorio del carnevale che richiama preistorici riti agricoli di propiziazione della divinità e quindi del raccolto; evidente è il carattere liberatorio che determina l’impostazione antisociale ed estremamente satirica che conservano l’eco e i tratti inconfondibili dei “Saturnalia”, antica festa romana in onore di Saturno, che cadeva il 17 dicembre, con significato propiziatorio e liberatorio.
Non ci sono dubbi sulla natura del carnevale, un rito agricolo e, quindi, come tale, legato a culti preistorici e matriarcali”.
Quanto detto è confermato anche dal modo in cui oggi i ballerini della tarantella accompagnano il corteo professionale di carnevale, con in testa il “caporabballo”, che guida maschere e suonatori per le strade del paese, ripetendo con movimenti rotatori ondeggianti da sinistra a destra e viceversa, il percorso di remoti riti propiziatori.

La danza è uno dei pochi esempi di ballo processionale sopravvissuto all’evolversi dei tempi. Il ballo processionale è un contatto con la divinità, uno sprigionarsi, attraverso il movimento di quell’energia necessaria per propiziarsi la divinità.
I passi della tarantella sono legati al procedere caratteristico dei gallinacei ritenuti anticamente uno scudo per tutti i mali della comunità.

> Scarica la poesia "è assuto Carnevale" di Aldo de Francesco


La danza, solo recentemente, è concepita come azione di coppia, in quanto è una danza di corteggiamento, un contatto tra uomo-donna.
Coreograficamente vi sono due file parallele di danzatori a mò di processione che si allontanano e si avvicinano; alcune espressioni dialettali montemaranesi sottolineano il cambio di passo o di posizione del busto.
La tarantella si chiude in cerchio dopo alcuni passi di quadriglia. La disposizione in cerchio vuole essere un rito di esorcizzazione del male; la forma musicale, che accompagna, è a mò di perpetuo battere sul tamburo e le urla nel tessuto musicale puntellano il cambio di tonalità.

“L’origine remota del carnevale di Montemarano si può desumere anche dalla raffigurazione della tarantella, la danza autoctona più rappresentativa, in un antico affresco di Ruvo del Monte, eseguita da un gruppo di ancelle e riportata su un nitido graffito.
Altra significativa testimonianza è presente nella tomba Leopardi di Tarquinia, in cui si vede il “doppio aulus”, primitivo strumento musicale di accompagnamento del ballo, un doppio “iscaro”, suonato tanti anni fa magistralmente a Montemarano da Celestino Coscia e, con un balzo indietro di oltre tre millenni di anni, già usato dai pastori etruschi”.
(da “Il Carnevale di Montemarano” di Aldo De Francesco – Ed. Del Delfino)

Notizie sulla TARANTELLA MONTEMARANESE

In verità, per parlare della "TARANTELLA MONTEMARANESE" bisogna andare indietro nel tempo di molti anni e accennare, con precisione, prima, alle persone protagoniste che elaborarono la tarantella "Montemaranese" con motivi e ritmi e melodie intonati ai movimenti.
L'antesignano e protagonista della "TARANTELLA MONTEMARANESE" è Domenico AMBROSINO - familiarmente chiamato "MBRUSINO" che era accompagnato da Attilio BARBARO detto "PANZALONGA" con l'organetto ad otto bassi, da Domenico PICARIELLO detto "GIANNININO" con altro organetto a trentasei o quaranta bassi e da Mario CORRADO "MARUZZO RA LAVANNARA" detto "ULISSE" col tamburello o "tammurro".
"Mbrusino" era un ottimo suonatore di clarinetto, conosceva molto bene la musica in quanto da bambino abitante vicino alla casa di un maestro di musica che frequentava imparò, si può dire, più la musica che a leggere e scrivere. Da giovane, poi, fu scritturato dal precettore di musica che aveva costituito, anche, un complesso bandistico denominato "La Banda Verde di Montemarano" che tanti successi conseguì, egli, "Mbrusino" ne faceva parte e suonava il clarinetto "Si bemolle". Di poi fu scritturato da altri complessi bandistici della provincia: Scrino - Lapio -Montefalcione -Sturno - Lauro di Noia - San Sossio Baronia - ed altri ancora.
A quell'epoca molti giovani montemaranesi sapevano dì musica in quanto da ragazzi oltre ad essere apprendisti dell'arte o del mestiere, frequentavano anche i corsi serali di musica istituiti dal gran nobil uomo possidente Sig. Vincenzo TONI il quale portava avanti anche il complesso bandistico "Banda Verde di Montemarano". Quindi i giovani apprendisti di arte e di musica facevano parte della "Banda Verde di Montemarano".
Più tardi però dopo diversi e svariati anni, il complesso musicale non fu più riorganizzato e perciò i giovani che avevano imparato il mestiere o l'arte oltre che a suonare non facendo più parte del complesso bandistico di cui innanzi, (infatti, il lavoro di musicante era stagionale e durava in tutto tre o quattro mesi durante l'anno) tornarono ad esercitare la propria arte o il proprio mestiere: chi il sarto, chi il calzolaio, chi il falegname, chi il barbiere e chi anche il contadino.
Soltanto "Mbrusino" oltre ad esercitare l'arte di calzolaio, continuava, anche, durante i cicli estivi e festivi, ad essere scritturato come clarinettista dai vari concerti bandistici innanzi menzionati.
Ed ecco, dunque, egli che conosceva bene i vari generi di musica: quella classica, le melodie, gli inni, le serenate, le marce sinfoniche, i valzer, le mazurche, le polche, e conoscendo altresì i vari ritmi, le cadenze, le modulazioni melodiche, elaborò la "Tarantella Montemaranese" su i motivi dominanti o ricorrenti della seconda "Rapsodia Ungherese" di Franz LIZST, - focosa, appassionata, dinamicamente ritmica e la più famosa fra le quindici composte dall'autore.
I motivi che "Mbrusino" suonava a tempo e ritmicamente intervallati, facevano in modo che tutti,dico proprio tutti ,si divertissero: - dai bambini di tre o quattro anni ai più grandi, ai giovani, ai meno vecchi, agii anziani.
E, qui, giova ricordare le simpaticissime persone che facevano di tutto perché l'esecuzione della tarantella fosse più brillante. Inventavano cose molto geniali, anche piacevoli metafore per fare divertire, indistintamente, tutti. Corre l'obbligo, allora, di ricordare con tanta simpatia, con grande riverenza: - "Zi 'NTONIÒ 'OMERECANO" (Pulcinella) - " 'O PROSSOMO" - "MICHELE 'O BUCCIO" - " 'O CUMMISSARIO" - "MINIELLO" - "DON COSE' " -'NGILILLO 'O BUCCIO" - NINUCCIO 'O SEGRETARIO" (chiamato "Maschera 'e sola") - " Zi LISANDRO 'E MAOROTTO" che a novant'anni suonati faceva addirittura da Capo di Ballo.
Ciascuno e tutti fantasiosi che avevano il genio e il potere di inventare cose da far dimenticare gli affanni pur di divertirsi e far divertire tutti. "Mbrusino" ha suonato, con arte e competenza, la "Tarantella" - da lui medesimo elaborata - per tanti e tanti anni nella ricorrenza del Carnevale e nelle circostanze in cui era chiamato, si può dire, forse, per un sol bicchier di vino, fino a quando è stato in vita. Mai alcuno, però, ha potuto uguagliarlo o superarlo. Lo hanno potuto imitare, lo hanno potuto plagiare, ma mai sono riusciti ad essergli pari. La "TARANTELLA" era una sua CREATURA.
Giacomo DI DIO, detto 'PUCA D'ORO", - se ne da atto,- da piccolo ebbe la fortuna di apprendere lezioni di musica, col clarinetto, da "Mbrusino" prima ad orecchio e poi anche a musica - quando cioè frequentò il corso di musica istituito in Castelfranci e diretto dal Sig. Giuseppe CRESTA detto " 'O CÓMPARIELLO". "Mbrusino" aiutò molto Giacomino e lo fece suonare insieme con lui perché si rendesse conto delle melodie e dei ritmi come esercizi d'apprendimento e di progressione nel crescendo musicale.Moltissime volte gli fece suonare la "Tarantella" al suo fianco perché facesse anche esercizi di respirazione in quanto l'esecuzione del suono della tarantella richiede molto ritmo e molto fiato.


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Giacomino fu molto aiutato da 'Mbrusino" il quale in ultimo gli regalò tutti gli spartiti di valzer, di polche, di mazurche, di inni, di canzoni, di marce e tutto quanto potesse essergli utile per ben suonare. Gli raccomandò anche di non fuorviare mai dai ritmi e dalle melodie così come gli erano stati insegnati. Infatti - tutto era così bene modulato e cadenzato - quasi che, le maschere, quando sfilavano perle vie del paese, sembrava, avanzassero, con andatura solenne, come una processione danzante. "Mbrusino" è stato l'unico depositario e protagonista del suono della 'Tarantella Montemaranese" - era la sua CREATURA, come detto innanzi. Giacomino "Puca d'Oro" ne è l'erede in quanto la suonò con lui e da lui ebbe ad apprendere gli accorgimenti, le sfumature, le fioriture e gli abbellimenti necessari da tenere in conto durante il suono per renderla sempre più bella, più ariosa, più sentita, più amata. Quindi Giacomino suona abbastanza bene la tarantella che gli fu insegnata e, particolarmente, raccomandata, dal tanto amato e mai assai lodato maestro "MBRUSINO".
E' da far notare che, attualmente - essendo sul mercato strumenti ed esecutori improvvisati e non all'altezza della situazione la "Tarantella Montemaranese" ha perduto la sua originalità in quanto non ha più né ritmo, né cadenze come quella originale, quella vera.
Le fisarmoniche, gli strumenti tecnici ed elettronici hanno soppiantato gli strumenti originali della tarantella e del canto del folklore popolare: - gli organetti a otto o a quattro bassi, la ciaramella, i due flauti dritti di cui il sinistro era chiamato "femmina" e il destro ''maschio".
Soltanto per ricordo dico i "flauti dritti" erano suonati egregiamente da Celestino COSCIA "STINO 'E COLA 'E STINO". Ora con le fisarmoniche e con gli strumenti tecnici ed elettrici la "tarantella" è eseguita a danno della fedeltà al modello melodico e, soprattutto, a danno della fedeltà al ritmo antico.
La "Tarantella Montemaranese" ha la prerogativa di essere quasi intatta come musica. Non esistono testi letterari o frasi da poter accoppiare al suono e al ritmo della stessa.Ma quando alcuni hanno voluto adattare e accoppiare alla musica frasi brevi o lunghe che siano, hanno falsato e distorto la bellezza del suono strumentale della tarantella" e l'hanno reso esteticamente negativo.
La 'Tarantella" con la sua melodia e col suo ritmo è piantata sostanzialmente sul complesso strumentale:Clarinetto (o Ciaramella),Organetto, Tamburello e Castagnette.
Molti suonano la "Tarantella" a seconda cóme viene: senza tener conto del ritmo, delle cadenze in battere e in levare, senza tener conto del tempo "binario" o il composto 6/8 e delle sfumature di cui ha bisogno per essere più bella, più apprezzata e più amata.
Certi motivi, poi, fatti "ad usum delphini" certe melodie allungate o accorciate a seconda dell'umore dell'esecutore danno il senso di un pasticcio di elementi eterogenei e hanno il sapore di un intrugliò.Tutti coloro che si atteggiano a continuatori od esecutori della "Tarantella Montemaranese" lo fanno soltanto per "business" un giro di affari e di cornmercio.
Registrandola anche su nastri ne traggono il loro utile e tornaconto e naturalmente le grosse somme. In effetti però, la così detta "Tarantella Montemaranese" viene disattesa, soppiantata, offesa e umiliata.
In conclusione la "Tarantella Montemaranese" quella cioè elaborata dal maestro di clarinetto "Mbrusino", attualmente, viene eseguita e suonata quasi perfettamente da Giacomino 'Tuca d'Oro" accompagnato con^ l'organetto da " 'NTUNIUCCIO BOCCHINO" e dal nuovo percussionista " 'NGILILLO 'E CARAFIELLO" (Angelo CORSO) in quanto il rinomato percussionista Antonio BOCCHINO " 'NTONIO 'E LETIZIA" è venuto a mancare non molto tempo addietro.
La "Tarantella Montemaranese" quella elaborata e suonata dal grande e amato maestro "MBRUSINO" non è stata mai eguagliata e minimamente superata, perciò è stata e, resterà un monumento della musica folkloristica popolare di MONTEMARANO.

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